Un cacciatore di 64 anni residente a Stienta è stato denunciato dai Carabinieri con l’accusa di aver sparato a due cani, provocando la morte di uno degli animali e il grave ferimento dell’altro. Nei suoi confronti è stato inoltre avviato l’iter per la revoca definitiva della licenza di porto di fucile e per il divieto di detenzione di armi.
L’indagine è partita dopo la segnalazione della proprietaria dei due cani, che nel novembre 2025 aveva denunciato la scomparsa degli animali dal recinto della propria abitazione. Uno dei due era stato ritrovato poco distante in condizioni critiche, con una grave ferita alla testa. Il giorno successivo, la donna aveva sentito un colpo di arma da fuoco provenire da una vicina area di campagna e, recatasi sul posto, aveva rinvenuto il corpo dell’altro cane, morto a causa di un colpo esploso da distanza ravvicinata.
L’intervento immediato dei Carabinieri ha consentito di raccogliere elementi utili alle indagini, tra cui alcuni bossoli da caccia rinvenuti nell’area del ritrovamento. Le testimonianze raccolte tra i residenti e alcuni dettagli relativi a un’autovettura notata nella zona hanno indirizzato gli accertamenti verso il 64enne, cacciatore esperto e conoscitore del territorio.
Su disposizione della Procura della Repubblica di Rovigo è stata quindi eseguita una perquisizione nell’abitazione dell’uomo. I militari hanno sequestrato diversi fucili da caccia e relativo munizionamento, successivamente sottoposti ad analisi balistiche da parte del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Parma.
Gli esami tecnici avrebbero stabilito una corrispondenza tra uno dei fucili sequestrati e i bossoli recuperati sul luogo dell’uccisione del cane. Parallelamente, gli accertamenti veterinari e autoptici hanno evidenziato che entrambi gli animali sarebbero stati colpiti alla testa con spari esplosi da distanza molto ravvicinata.
Nel corso delle verifiche è inoltre emerso che i fatti si sarebbero verificati all’interno di una zona protetta di ripopolamento della Regione Veneto, dove la caccia è vietata, e in un periodo non previsto dal calendario venatorio.
Alla luce degli elementi raccolti, i Carabinieri hanno denunciato il 64enne alla Procura di Rovigo per i reati ipotizzati di uccisione e maltrattamento di animali. Restano ferme la presunzione di innocenza e le valutazioni che saranno effettuate dall’autorità giudiziaria nelle successive fasi del procedimento.